Chi siamo
Il Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) è un organismo di comunione, riflessione, collaborazione e servizio. È stato istituito dalla Santa Sede, su richiesta dell'episcopato latinoamericano, come segno e strumento di affetto collegiale, in perfetta comunione con la Chiesa universale e il suo Capo visibile, il Romano Pontefice.
Come organismo di servizio, il CELAM deve essere innanzitutto animazione e aiuto alla riflessione e all'azione pastorale della Chiesa in America Latina e nei Caraibi.
Il CELAM coordina le sue attività con gli organismi episcopali regionali dell'America Latina e dei Caraibi che esistono o possono esistere in futuro. Si regola secondo i propri statuti e la relativa regolamentazione e dalle disposizioni emanate dalla Santa Sede.
Organigramma
Storia
Il Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) è stato fondato nel 1955 da Papa Pio XII. Esso è nato in risposta a una richiesta avanzata dall'episcopato latinoamericano tra le proposte della Prima Conferenza Generale, svoltasi a Río de Janeiro. Sin dalla sua istituzione, ha promosso la cooperazione fraterna tra i vescovi, creando uno spazio di comunione e offrendo sostegno pastorale alle conferenze episcopali. La sua creazione è stata il frutto di un processo di maturazione all'interno della Chiesa in America Latina e nei Caraibi e riflette una vivace esperienza di collegialità nella regione.
Nel corso di oltre sei decenni, il CELAM ha promosso i valori di comunione, fraternità, collegialità, dialogo, servizio, riflessione e scambio: valori che hanno arricchito l'episcopato del continente e l'intero Popolo di Dio. Fedele alla propria natura e missione, il CELAM si è dedicato ad accogliere gli orientamenti del Concilio Vaticano II. Tali orientamenti hanno plasmato il cammino delle cinque Conferenze Generali dell'Episcopato Latinoamericano, fungendo da vere e proprie pietre miliari nella sua storia e da fonte di ispirazione per i piani e i programmi elaborati al servizio delle Conferenze Episcopali dell'America Latina e dei Caraibi. In tal modo, sono stati favoriti la comunione ecclesiale e lo spirito di collegialità tra i vescovi del continente, in perfetta comunione con il Vescovo di Roma.

